E alla fine tutto si mischia e in qualche modo trova un suo ordine, dai fantasmi del passato che tornano a farti visita agli ex datori di lavoro incontrati nei pressi della nuova casa, dalle molte conversazioni iniziate o finite sui massimi sistemi, fino alle costruzioni di routine e ritmi di sonno.
Due settimane senza dormire, lavorando, uscendo e arrancando, senza fare niente più di quello classificato come urgente o necessario, scoprendo una disciplina che non eri più sicura di avere e un'indulgenza che non eri disposta a concederti.
Settimane in cui lasci perdere certe cose molto più spesso del solito (e non si sa se sia smussare angoli o mancanza di interesse), in cui scopri che a volte è tutto molto più semplice del previsto, persino avere a che fare con le persone.
E poi due giorni in cui gli scatoloni all'improvviso si ammassano con la misura esatta della quantità di oggetti che ti porti dietro, in cui cadi e ti raccatti, più che rialzarti, in cui inizi a sentire che trovi il ritmo delle cose che fai, in cui succedono cose tanto ridicole da farti pensare che non può (che) esserci una sceneggiatura in quello che succede in giro.
Giorni in cui pensi che ecco, mi sa che l'abbiamo sfangata ed ecco, le cose sono in carreggiata o lo saranno.
In cui capisci che il trucco, spesso, è fare le cose esattamente quando e come ti vengono in mente.
Magari lasciandoti dello stupore per quando, più tardi, scoprirai che non ti sei fermato a riflettere.
Magari lasciandoti dello stupore per quando scoprirai che fai le cose in modo diverso e le fai già da molto più di due settimane.
giovedì, luglio 15, 2010
Getting to know you
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Antonella Napolitano
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11:20 PM
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domenica, luglio 11, 2010
We do live here now
E grazie, soprattutto e per tutto, al coinquilino, per così tanti motivi che nemmeno li elenco.
(ed ecco, ora andrei a fare un sonnellino, magari)
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Antonella Napolitano
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3:29 PM
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martedì, luglio 06, 2010
Una settimana di quelle
A Milano arrivi e ti vengono a prendere in stazione e ti sembra di esser più leggera, tu, con la zavorra degli ultimi mesi, e quei due che ti dicono che qui starai benissimo.
A Milano al terzo minuto che ci sei hai già incontrato due compagni di università, i cugini di tua madre e gli amici che non vedi da sei mesi.
A Milano se vuoi un cornetto devi dire brioche e a volte un caffelatte si chiama latte macchiato.
A Milano ci sono i bidoni privati, quelli della differenziata.
A Milano non è mica vero che i milanesi sono sgarbati, o almeno io fino a questo momento ne ho incontrati di gentili.
A Milano si lavora tanto e poi, sì, tu sei arrivata nella settimana più intensa del mese, mi sa.
A Milano si fa colazione in compagnia, e con una caffettiera strana.
A Milano la prima pausa pranzo dura già meno del solito e durante la seconda ti perdi mentre parli al telefono.
A Milano c'è luce, il divano per sonnecchiare la domenica e un letto che attende di essere montato.
A Milano ti arrivano le telefonate da Roma per sapere come stai.
A Milano si dorme ancora poco, ci si sveglia per il caldo e per molti e vari pensieri. Allora ci si alza, si guarda da un lato, si sorride della genetica cieca e bara e si torna a dormire.
A Milano il sabato si va all'Ikea a comprare il letto e si torna a casa mangiando patatine e con in testa un cappello da Crocodile Dundee (si?).
A Milano la domenica ti ingrigisci e allora ti portano in piscina, e c'è la folla, ma in fondo ti bastava solo andare sott'acqua.
A Milano si lavora molto, sì, e si esce un sacco e ci si diverte, ma sospetto di essere molto fortunata io.
A Milano i conti non tornano, perché io sono quasi sicura che certe persone non le conosco da tutto questo tempo. E però.
A Milano ci sono già tante parole dette, e non dette, ma capite, e sospiri e alzate di spalle e capelli arruffati, e silenzi e smorfie e risate. E non solo.
Insomma, vita, un bel po'.
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Antonella Napolitano
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2:24 AM
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You said we could start over, try and make it all okay
Ci siamo ricordati di quando abbiamo iniziato ad avere un'opinione, di quando ci siamo stupiti nel reclamarla, nel non pensare che avevamo torto per forza.
Ci siamo ricordati di quando non potevamo più mettere a posto le cose solo desiderandolo, della rabbia, di macchine e di pioggia, della più esatta rinuncia della vita.
Abbiamo avuto tutto, siam stati sul tetto, siamo caduti e abbiamo capito che è meglio così, che la vita come la conosciamo è iniziata solo dopo quel punto lì, quando abbiam fatto un passo lunghissimo e abbiamo smesso di avere paura.
Abbiamo smesso di sentirci inadeguati per non avere più parole belle abbastanza o sguardi induriti o gesti impulsivi. Abbiamo visto che non è male se certe cose vengono più facili e - cielo! - persino spontanee.
Abbiamo deciso che siamo migliori, non migliori degli altri, migliori di prima.
Abbiam deciso che questa volta la prendiamo con calma, certo non proprio comodamente, ma almeno smettendo di correre.
Ci siamo ricordati che i demoni sono tali perché a volte trovano il modo di tornare e a volte devi solo guardarli da vicino per scoprire che non fanno mica tanto male, se li conosci abbastanza, che basta un tuffo in acqua o, insomma, molto poco di più.
E che le cose che raccontiamo parlano sempre e comunque di noi, più di chiunque altro nomineremo a oltranza.
Questo sì, sarà bene ricordarlo.
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Antonella Napolitano
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12:41 AM
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lunedì, giugno 28, 2010
Domani a Firenze per Toscana Lab
Sono in viaggio per Firenze dove domani prenderò parte a un workshop intitolato "Internet Better society", uno degli appuntamenti di Toscana Lab, due giorni ricchissimi di eventi sulle varie declinazioni della comunicazione digitale.
Qui la presentazione dell'evento, moderato da Antonio Sofi, che mi ha invitato:
La domanda di partenza è quale sia il modo migliore (più etico, più democratico, più efficace) di usare le nuove tecnologie in politica: quale comunicazione, quale informazione, quale relazione con i cittadini/elettori. Internet sta certamente cambiando il modo di fare politica. La rende più aperta, trasparente e partecipata (forse anche un po' più populistica). Oggi fare politica senza Internet è come uscire di casa senza pantaloni: non si va lontano, la gente ti ride dietro e comunque tutti notano la mancanza. Ma la questione è soprattutto in che modo la Rete riesce a cambiare le regole del gioco politico: le strategie del confronto elettorale, le logiche del racconto giornalistico, le priorità dell'agenda pubblica - per finire all'azione di governo, alla pubblica amministrazione e a un confronto/interazione continuo con i cittadini che sul web non può più interrompersi il giorno dopo del voto.
Sono particolarmente contenta anche perché con me ci saranno amici e persone che stimo molto e sono sicura che il confronto sarà molto interessante:
- Sergio Maistrello
- Livia Iacolare - Current TV
- Dino Amenduni - Responsabile New Media Proforma
- Ernesto Belisario
Ci vediamo a Firenze con chi c'è.
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Antonella Napolitano
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7:32 PM
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domenica, giugno 27, 2010
Partire. Ripartire.
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato da alcune settimane, ed eccolo qui.
Pensavo avrei scritto qualcosa di lungo ed elaborato per spiegarlo, raccontarlo. Alla fine, però, le parole sono aggrovigliate e forse non avrebbero senso per chi legge.
Da ieri mi sono trasferita a Milano: nuova città, nuova casa, nuovo lavoro, un po' di cambiamenti che racconterò, delle sfide che mi rendono molto contenta.
Molti mi chiedono come mi sento, come faccio, se mi mancherà Roma o no. Non ho molte risposte, né soddisfacenti, né interessanti, magari.
Ma una cosa devo dirla, di questi ultimi tre anni: ne è valsa la pena, in ogni momento.
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Antonella Napolitano
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11:44 PM
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domenica, giugno 13, 2010
[weekend]
Il brindisi alle guglie, i coriandoli, Celebrity Skin, il quartiere, le vite degli altri dalla finestra del quarto piano, gloriose reunion, gloriosi casini del tempo che fu, le già abitudini, le sedie colorate, la finta spiaggia, le vacanze di un secolo fa, l'invisibilità, le foto e i racconti di famiglia, le capre che masticano carte di credito, l'ansia, le attese buone, le attese faticose, i pezzetti di cose che capisci all'alba, il sole, le buone notizie, gli ultrasuoni, le risate, il silenzio, la voce che se n'è andata.
Si parte, si torna.
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Antonella Napolitano
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1:37 PM
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sabato, giugno 12, 2010
The surprising truth about what motivates us
Grazie a Bente per la segnalazione:
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Antonella Napolitano
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12:36 PM
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